Inutile protestare, il campione va via…
Eh, sì. Protestare, per il tifoso milanista, credo sia abbastanza inutile.

Kakà
Quella che si configura è la partenza del nostro campione Kakà. Quello che trovo incredibile è che pochi capiscano che la vendita del fuoriclasse brasiliano sia stata decisa ormai da parecchi mesi, forse già fin da prima del mercato invernale. La realtà è che nonostante Kakà dica di volere rimanere al Milan, sa benissimo che i programmi per lui sono ben altri. Esattamente come l’affair Leonardo, faccenda prevista da quasi un anno. Se no come si spiegherebbero le parole di Bronzetti nel suo blog, per cui si viene a sapere che non era la dirigenza che voleva fare fuori Ancelotti, ma era Ancelotti che voleva andarsene, oppure l’acquisto di Mattioni, che ora spavaldo afferma che per lui sarà tutto diverso con Leonardo, mostrandosi decisamente come un acquisto deciso dal nuovo tecnico. Insomma, credo che sappiamo molto meno di quello che in realtà è stato e si prefigura, e io temo che per Kakà il discorso sul salario sia più importante di quello che pare. Il vero problema è che mancano i soldi e il nostro Presidente a ragion veduta non vuole esagerare immetendo enormi quantitativi di denaro nelle casse del club, come ha detto oggi in un’intervista a sportmediaset.
Si parla anche di sceicchi desiderosi di acquistare azioniariato per lo meno di minoranza. Ma cedere il club, per come la vedo io, anche se ci facesse rivivere i periodi dei grandi investimenti, vorrebbe dire rinunciare allo stile Milan degli ultimi anni per quanto riguarda la gestione dell’ambiente e dello spogliatoio, il che sarebbe un peccato, e comunque stando alle parole del Silvio nazionale, non se ne parla.
Non si può accettare il fatto che i soldi siano pochi e di dover cedere un campione? Tra l’altro non si può dire che vi sia un completo disinteressamento economico/tattico della società. Si guardi all’esempio Pato, acquistato per circa 20 milioni (che fino all’anno scorso erano troppi per un giovane di 17 anni), oggi vale sicuramente il doppio, se non di più. Il Milan ha sempre dimostrato, escludendo qualche errore, di scegliere i calciatori giusti, e da milanista voglio sperare che troverà anche il prossimo Kakà. Sicuramente la corsa milionaria ai campioni di tutto il mondo non è appropriata ai problemi che oggi hanno gli italiani. Il Milan non è nient’altro che una società che ci tiene al suo bilancio, una società che mira ad essere virtuosa. Questa società ha l’opportunità di non essere in deficit, e non è poco oggi. I tempi cambiano, e forse bisogna solo accettarlo, sperando in notizie buone per il futuro, come magari uno stadio di proprietà o un regime di concorrenza corretta per lo meno in ambito europeo. Lo so, sono un po’ “Gallianiano“, però temo che questa volta il nostro AD abbia ragione. Poi se si vendesse Kakà e come contropartita tecnica tirasse fuori un tale sconosciuto che si dimostrasse un brocco, allora sarei il primo a contestare Galliani. Ma se quel giocatore si mostrasse per lo meno all’altezza dell’aggettivo “grande”…
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