Chi sono
In questo nuovo tentativo di WebLog vorrei portare me stesso e i miei interessi. Ho molto da raccontare, a partire dalle esperienze universitarie e lavorative, a quelle di vita più in generale, dagli amici alla politica, dallo sport alla fede, e chi più ne ha più ne metta.
Non chiedo che le persone siano d’accordo con me, perché non è questo quello che credo il reale scopo di un blog. Penso che “bloggare” sia un modo di testimoniare sè stessi, ma soprattutto quello in cui si crede.
Trovo lo strumento del blog molto più educativo rispetto agli altri social-media, perché pone al centro un punto di vista, a cui si può aderire o meno. I Forum, o i Social Network, a mio parere, non risultano strumenti realmente sociali, perché in questi ognuno può dire la sua e il dialogo muore per fare posto all’apologia. Il dialogo è il luogo dove due o più persone si trovano perché desiderano abitare quel luogo con l’altro. E’ il mio punto di vista.
Non credo sia giusto scrivere a compartimenti stagni, scegliere un argomento e sviscerarlo. Questo tipo di approccio lo lascio agli esperti. Io voglio solo essere un momento di lettura per i miei amici e per chi voglia diventarlo, non cerco di più. Quindi accetterò le critiche degli amici, ma non quelle di chi non lo è: non si può perdere dignità solo perché internet nasconde il proprio volto; non si può togliere dignità solo perché la rete nasconde il volto dell’altro.
E’ per questo che cito Steven Bradbury; aveva gareggiato con tutti gli sfavori dei pronostici e chiunque avesse guardato le sue gare in tv si è accorto che era più lento degli altri. Ma una persona che non conosciamo e ci sembra uno “zero”, in realtà ha un vissuto incredibile di sofferenze e sforzi, per una volta premiati. Mi sembra questo il grande rischio sociale di internet, non potere riconoscere la realtà, entrare in un mondo surreale dove conta quello che uno pensa dell’altro e non chi è l’altro.
Quindi a volte potrei essere lento per voi, ma forse non è il modo giusto di guardare alla mia realtà.

